Rafa Nadal anche senza entusiasmare si conferma imbattibile a Montecarlo. Lo spagnolo per la settima volta consecutiva si aggiudica il torneo del Principato. Nel piccolo stato europeo Nadal non perde dall’anno del suo esordio nel 2004 quando fu fermato, agli ottavi, da Guillermo Coria. Da allora il numero 1 del mondo ha infilato una serie di 37 successi consecutivi compresa la finale vinta contro David Ferrer. Un Nadal poco brillante che ha sbagliato tantissimo da fondocampo, riuscendo raramente a prendere in mano il pallino dello scambio. Ferrer che con il connazionale ha perso ben 8 volte sul rosso vincendoci solo una volta ha optato per una scelta tattica discutibile. L’iberico ha insistito sul rovescio del numero 1 del mondo anziché provare ad aprirsi il campo. Così Ferrer non ha fatto altro che mettere in palla il colpo più debole di Nadal che nel secondo set è salito di tono proprio con il rovescio. Il numero 1 del mondo dopo aver annullato due palle break in apertura ha strappato il servizio al secondo game al connazionale. Troppo falloso Nadal ha concesso subito la battuta. Il numero 1 del mondo però ha ottenuto immediatamente il controbreak per chiudere la prima frazione per 6-4. Nel secondo Nadal è andato avanti sul 3-1 ma si è fatto raggiungere sul 4-4 . Il numero 1 del mondo anche senza entusiasmare ha saputo salire di tono nel momento decisivo della partita. L’iberico ha strappato il servizio al decimo game per chiudere con il punteggio di 6-4 7-5. Nadal si aggiudica il 30mo titolo sulla terra rossa raggiungendo fenomeni della terra come Bjorn Borg e Manuel Orantes e porta a casa il 19mo Masters 1000 allungando su Andre Agassi e ROger Federer fermi a quota 17
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Il miracolo all’Italia di capitan Barazzutti non riesce. Come previsto orfane di Pennetta e Schiavone le ragazze di Fed Cup hanno chiuso la prima giornata sotto 2-0 contro la Russia. Le padrone di casa sono così ad un passo dalla finale che non raggiungono dal 2008. Il primo match è stato a senso unico con Sara Errani mai in grado di reggere il ritmo contro Vera Zvonareva. La numero 3 del mondo ha dominato la sfida contro la bolognese grazie alla differente potenza nei colpi da fondocampo. Nel primo la moscovita ha strappato tre volte il servizio all’azzurra archiviando la pratica per 6-0. Nel secondo invece la Zvonareva, che non ha mai concesso la battuta, ha tolto due volte il servizio alla Errani per chiudere con il punteggio di 6-0 6-2 in meno di 1 ora di gioco. A seguire è toccata a Roberta Vinci tentare il miracolo contro Svetlana Kuznetsova. La russa ha dominato il primo set chiuso per 6-2. Nel secondo la Vinci ha cambiato marcia. La pugliese è salita 5-2 ma si è fatta raggiungere sul 5-5. l’azzurra non si è demoralizzata chiudendo al tie-break per 7-4. Nel terzo la Vinci ha avuto subito la grande chance ma non ha sfruttato due palla break e li il match è girato in modo definitivo. La Kuznetsova ha strappato due volte il servizio all’azzurra per chiudere il match per 6-2 6-7 6-1 in quasi 2 ore di gioco. Sotto 2-0 l’Italia sembra ad un passo dall’eliminazione, alla Russia basta solo un punto per aggiudicarsi la sfida e superare i campioni uscenti e tornare in finale dopo 2 anni d’assenza..
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Rafa Nadal soffre ma approda in finale nella sua Montecarlo. Lo spagnolo alla caccia del settimo sigillo sulla terra del Principato perde un set contro Andy Murray. In quella che potrebbe essere stata la finale anticipata del Masters 1000 di Montecarlo lo scozzese ha dimostrato di poter reggere per circa 2 ore Nadal sulla terra rossa. In realtà lo spagnolo non ha convinto nei primi due set giocando decisamente al di sotto dei propri standard. Il rammarico per Murray semmai è il non aver chiudo il match in due frazioni avendo giocato decisamente meglio rispetto all’avversario. Lo scozzese è partito meglio strappando in apertura di match il servizio allo spagnolo. Nadal con grinta è riuscito a ribaltare il risultati e salire sul 3-1. Ma lo spagnolo lontano dalla forma migliore si è fatto raggiungere sul 4-4. Nadal ha trovato il break decisivo al nono decimo game archiviando la prima frazione per 6-4. Nel secondo lo scozzese è salito di tono. Murray ha tolto due volte il servizio allo spagnolo per salire sul 4-1. Rafa che non perdeva un set a Montecarlo addirittura dalla finale del 2009 contro Novak Djokovic ha recuperato un break di ritardo ma ha ceduto il servizio a zero per regalare la seconda frazione per 6-2. Nel terzo però la luce per Murray si è spenta dall’altra parte Nadal ha saputo tirare fuori il meglio di se. Il numero 1 del mondo ha tolto due volte il servizio allo scozzese per salire sul 4-0, Murray ha recuperato un break di ritardo ma ha immediatamente riconcesso il favore. Nadal così ha chiuso dopo 2 ore e 58 minuti con il punteggio di 6-4 2-6 6-1
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Andy Murray ci ripensa. Lo scozzese ha accettato la wild card per giocare il Masters 1000 di Montecarlo in programma la prossima settimana. Il nuovo numero 4 delle classifiche ATP inizialmente aveva deciso di saltare il primo grande appuntamento sulla terra rossa. Evidentemente gli scarsi risultati ottenuti sul cemento americano hanno spinto Murray a cambiare idea. Lo scozzese più che a caccia di punti è alla ricerca del proprio tennis migliore e soprattutto di quella fiducia smarrita dopo la sconfitta in finale all’Australian Open. Da quel momento il britannico non solo non ha più vinto una partita ma non ha più portato a casa un set. Il numero 4 del mondo ha anche lasciato Alex Corretja, coach che inizialmente aveva assunto per aiutarlo sul rosso. Lo scozzese aveva dichiarato che prima dell’inizio della stagione sulla terra avrebbe annunciato il suo coach ma così non è stato. La trattativa con Ivan Lendl è ancora in corso ma Murray ha deciso di anticipare il proprio rientro. Intanto lo scozzese ha incassato il no di Tim Henman. L’ex numero 1 inglese indicato da Brad Gilbert come la scelta migliore per Murray, ha dichiarato di non essere pronto per al momento ad allenare lo scozzese. A Montecarlo Murray spera di ritrovare sicurezza. Anche se il britannico non ha mai brillato sulla terra rossa. Solo nel 2009 raggiunse la semifinale nel Principato mentre a Roma non ha mai superato il terzo turno. Insomma il curriculum sulla terra rossa di Murray non è sicuramente da top player e senza una guida valida è difficile che qualcosa cambi.
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Rafa Nadal chiude la parentesi sul cemento americano senza successi e con due finali perse. Ma lo spagnolo può ritenersi comunque molto soddisfatto. Mai in passato il numero 1 del mondo aveva fatto così bene a Indian Wells e Miami. A fermare l’iberico è stato solo Novak Djokovic quello che, numeri alla mano, è il miglior tennista di questo inizio 2011. Nadal a Miami ha spazzato via Roger Federer in semifinale dimostrando che al momento sul cemento e più forte dello svizzero e secondo solo al serbo. Lo scorso anno Nadal fu fermato in semifinale sia ad Indian Wells sia a Miami. Lo spagnolo ha così messo in cascina punti in più rispetto al 2010. Ma adesso arriva il momento topico della stagione per Nadal. Rafa, dominatore assoluto della stagione sulla terra rossa è chiamato a ripetersi. Lo scorso anno il numero 1 del mondo infilò un poker storico vincendo Montecarlo, Roma, Madrid e Parigi. Quest’anno si ritrova quindi a difendere in circa due mesi la bellezza di 5000 punti. Djokovic ha la grande chance di sorpassare Nadal e salire al primo posto della classifica ATP. Sulla terra rossa però i valori in campo cambiano. Se sul cemento il serbo è stato il vero dominatore sul rosso dovrebbe essere Nadal il grande protagonista. Nadal però sul rosso potrà al massimo difendere i punti conquistato lo scorso anno, ma lo spagnolo sa che ci vorrebbe un vero miracolo per riuscirci. Nessuno in passato ha vinto i tre Masters 1000 nello stesso anno, chiedere a Nadal il bis sembra onestamente troppo. Lo spagnolo dovrà per questo cercare di non perdere troppi punti e sperare anche in un calo di Djokovic, che dopo un inizio sensazionale potrebbe accusare la fatica.
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L’America sogna ad occhi aperti. Ryan Harrison può essere il talento che gli States aspettavano da tempo. Da quando Pete Sampras e Andre Agassi hanno lasciato il tennis facendo precipitare il proprio paese nel periodo tennistico più buio degli ultimi 30 anni. Ma adesso l’America ha una nuova speranza. E non si chiama Donald Young. Il tennista di Chicago che aveva illuso un po’ tutti dominando il circuito Junior non si è ripetuto nei pro nonostante il consistente aiuto della USTA che ha investito soldi e Wild Card su Young ma senza un ritorno soddisfacente. Invece Harrison sempre essere l’uomo giusto. Già giovanissimo fece parlare di se, ma non per i risultati da junior ma per quello che riuscì a fare nel circuito maggiore raccogliendo il suo primo punto ATP già a 15 anni a Houston quando superò le qualificazioni. Harrison ad Indian Wells ha fatto intravedere tutto il suo potenziale aggiudicandosi la sfida dei giovani del nuovo continente più promettenti battendo Milos Raonic. Harrison a Miami è chiamato alla conferma, ma già molti grandi coach hanno garantito per lui. Il suo tennis aggressivo è bello da vedere oltre che molto efficace. L’americano che non ha nascosto di amare il gioco di volo potrebbe portare aria di novità nel circuito maschile dove ormai un po’ tutti giocano nel solito modo. Gli States ora che Roddick non sembra più in grado di reggere il confronto con i più forti punta forte su Harrison. L’americano dovrà dimostrare di sapere reggere la pressione per potersi esprimere al massimo. Per lui si parla di una rapida escalation e si fissano già traguardi importanti come la vittoria allo US Open. Ryan invece deve pensare ad un passo alla volta per riportare un americano al vertice della classifica ATP. Cosa che manca ormai dal 2003.
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Roger Federer cambia idea. Lo svizzero infatti ha annunciato che non solo giocherà la Coppa Davis ma disputerà anche il Masters 1000 di Montecarlo. L’ex numero 1 del mondo che ad Indian Wells rischia di perdere anche il secondo posto ha deciso quest’anno di giocare anche nel Principato. Lo svizzero, che lo scorso anno salto il torneo di Montecarlo, ha dato l’annuncio da Indian Wells. Federer ritocca il suo calendario che onestamente sembrava troppo scarno. Per provare a resistere agli assalti di Djokovic lo svizzero deve cercare di giocare di più. A Montecarlo in passato Federer ha spesso giocato bene raggiungendo tre volte consecutive la finale. I campi, anche se su terra rossa, sono veloci e non penalizzano eccessivamente il gioco di Federer. Il numero 2 del mondo ha aggiunto così un torneo sulla terra rossa per arrivare al Roland Garros con qualche match in più sulla terra battuta. Oltre a Montecarlo Federer tornerà a giocare in Coppa Davis dopo 1 anno sabbatico. Lo svizzero non gioca dalla sfida vinta contro l’Italia a Genova. Lo scorso anno non ha giocato e la sua nazione è retrocessa in Serie B fra mille polemiche. Federer ci sarà anche per poter esserci a Londra 2012 uno degli ultimi obiettivi dello svizzero. Il numero 2 del mondo giocherà il prossimo 8-10 luglio contro il Portogallo nel secondo turno del gruppo Europeo. Una vittoria manderebbe la Svizzera ai playoff per tornare nel World Group dopo solo un anno di purgatorio.
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L’ATP ha chiesto a Potito Starace, Daniele Bracciali, Alessio Di Mauro, Giorgio Galimberti e Federico Luzzi 470.000 dollari per le spese legali. I cinque azzurri squalificati tre anni fa circa per la vicenda scommesse avevano denunciato l’ATP ma il tribunale aveva respinto il loro ricorso. L’associazione dei tennisti professionisti non contenta ha preteso il pagamento delle spese legali.
Dopo il danno la beffa. La vicenda scommesse che aveva coinvolto negli anni scorsi cinque italiani torna a colpire il tennis azzurro. Potito Starace, Daniele Bracciali, Alessio Di Mauro, Giorgio Galimberti e Federico Luzzi erano stati squalificati dall’ATP per aver scommesso pochi euro su partite di tennis tre anni fa. Le sospensioni erano andate dai 9 mesi per Alessio Di Mauro ai 30 giorni per Potito Starace. Gli azzurri però avevano attaccato l’ATP per il modo in cui erano stati trattati. In particolare i 5 italiani avevano ricevuto delle squalifiche ben superiori a tutti gli altri tennisti sospesi in seguito. Per questo avevano deciso di chiedere i danni all’ATP. Starace, Di Mauro, Galimberti, Bracciali e la sorella di Federico Luzzi, scomparso nell’ottobre del 2008, avevano presentato denuncia al tribunale americano. Purtroppo il giudice ha respinto la richiesta dei cinque azzurri. L’ATP non contenta di aver vinto ha preteso anche il pagamento delle spese legali. Ma l’associazione dei tennisti professionisti non si è limitata chiedendo una cifra onestamente incomprensibile. Dai cinque azzurri l’ATP vuole ben 470.000 dollari. Il giudice americano che aveva respinto il ricorso dei cinque tennisti italiani ora si dovrà esprimere sulla richiesta dell’ATP. Una cifra difficilmente comprensibile visto che non si è neanche andati in tribunale per la vicenda. Se il giudice dovesse accettare in toto la richiesta dell’ATP per gli italiani sarebbe durissima perché dovrebbero sborsare 94.000 dollari a testa I cinque avranno comunque poi tempo per presentare eventuale ricorso. I soldi verrebbero detratti dai price money guadagnati nei tornei. Se per Potito Starace quella cifra sarebbe importante ma non impossibile il discorso sarebbe ben diverso per Alessio Di Mauro e Daniele Bracciali, gli unici altri tennisti ancora in attività. Sostanzialmente questa cifra costringerebbe i due ad alzare bandiera bianca e a ritirarsi dal circuito.
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La Spagna non tradisce e supera il Belgio per 4-1. La sfida in realtà si era già chiusa sabato dopo il doppio che aveva regalato agli iberici il terzo e decisivo punto. Albert Costa nonostante l’impegno abbordabile ha optato per la squadra più forte possibile spingendo per il ritorno di Rafa Nadal. Insieme al numero 1 del mondo il capitano di Davis ha selezionato David Ferrer, Fernando Verdasco e Feliciano Lopez ovvero la squadra più forte possibile. Non c’è stato spazio per le seconde line che in Spagna sono comunque soluzioni di grandissimo livello basti pensare che Nicolas Almagro non convocato contro il Belgio è il numero 12 del mondo. Insomma se anziché a Murcia fosse nato oltre i Pirenei Almagro sarebbe stato il numero 1 francese invece qui è relegato nella figura di riserva. Costa può contare su un gruppo compatto che guarda alla Davis come un obbiettivo e non come una seccatura da infilare nel calendario già fittissimo di eventi. Nadal e compagni puntano a vincere ancora l’Insalatiera. La Spagna è sicuramente la favorita numero 1 perché con Nadal può ritenersi competitiva su tutte le superfici. Dietro poi al numero 1 del mondo ci sono tennisti come Fernando Verdasco e David Ferrer. Adesso la Spagna affronterà in trasferta gli Stati Uniti, sicuramente si giocherà su campi veloci, se non velocissimi per cercare di sfruttare al massimo il servizio di Isner e Roddick. Un altro test importante per valutare la consistenza di questa squadra. Con un Nadal in forma e Verdasco ispirato come in Belgio per gli Stati Uniti servirà una vera e propria impresa.
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Costa cara la Coppa Davis a David Nalbandian. L’argentino infatti per regalare alla propria nazione il primo punto contro la Romania si è procurato uno strappo al tendine del ginocchio sinistro e una lesione all’inguine. Nalbandian si è infortunato dopo il primo set della sfida contro Ungur ma non ha lasciato il campo. Nonostante il dolore piuttosto forte l’argentino è rimasto in campo portando a casa addirittura il match in quattro set. In lacrime per la sofferenza Nalba non è potuto scendere in campo il giorno dopo in doppio. L’infortunio costringerà Nalbandian ad un lungo stop. L’argentino sarà costretto sicuramente a saltare i primi due Masters 1000 della stagione. Il numero 19 del mondo non giocherà quindi Indian Wells e Miami ma potrebbe essere costretto a dare forfait ai primi tornei sulla terra rossa europea. Nalbandian su Twitter ha commentato così quello che è successo: “Tutti sanno che cosa significa per me per rappresentare l’Argentina in Coppa Davis. Ho fatto uno sforzo non avrei fatto in qualsiasi altro torneo”. Anche in passato Nalbandina si è sacrificato per la Davis come in Svezia quando scese in campo nonostante un infortunio. Una grinta e determinazione che fanno di Nalbandian l’idolo del popolo argentino anche di più di Del Potro anche se non ha ancora vinto una prova dello Slam.
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